L’INTELLIGENZA EMOTIVA SERVE DAVVERO?

Sviluppare l’intelligenza emotiva significa integrare pensieri ed emozioni per prendere decisioni più efficaci ed agire intenzionalmente. In altre parole diventare più intenzionali, più consapevoli, più strategici.

Uno studio della Columbia University ha scoperto che siamo bloccati da ben 70 decisioni al giorno. Di ogni genere: dallo scegliere come vestirsi all’accettare un nuovo lavoro. Imparare a stabilire le priorità e renderle efficaci è essenziale per il tuo successo e la tua felicità.

Questo è un punto ancora più cruciale se lo caliamo nel contesto professionale attuale: diventa sempre più complesso prendere decisioni che siano efficaci e sostenibili (per noi e per gli altri). L’aggressività e l’isolamento che vediamo intorno a noi, nel lavoro ma anche nella vita extra professionale, ne sono una prova. E se pensi che in fondo tutto ciò non ti riguardi perché tu non sei né aggressiva né isolata, prova a fare mente locale e chiediti quante volte in una settimana pensi una delle seguenti frasi:

  • Avrei dovuto dirgli subito che non ero d’accordo!
  • Ho scritto una mail in risposta alla sua e ho scatenato un putiferio
  • Non sono capace di dire di no quando mi parla in quel modo!
  • Forse avrei dovuto tacere
  • Forse avrei dovuto parlare
  • Sarà meglio che me ne vada a pranzo da sola
  • Non sono riuscita ad ottenere le ferie di cui avevo bisogno
  • Non ho saputo chiedere nemmeno l’aumento che mi spettava!
  • Perché mi ritrovo sempre a fare io gli straordinari?
  • Voglio uccidere il mio collega (va beh.. forse qui ho un po’ esagerato..)

Puoi continuare tu la lista aggiungendo le tue “paturnie”. Quello che voglio dirti è che facciamo tutti parte del grande gruppo dei diseredati emotivi! Cioè quelli che hanno messo al bando le emozioni perché se lasciano loro spazio ne diventano schiavi e si sentono sopraffatti oppure quelli che “io sono razionale” quindi non voglio abbandonarmi ad inutili sentimentalismi.

La maggior parte delle persone non è brava a gestire o a riconoscere le proprie emozioni. Un recente studio ha scoperto che solo il 36% di noi è in grado di identificare accuratamente le proprie emozioni mentre si verificano. E chi è capace di decidere (ed abituato a farlo) sa molto bene che il cattivo umore può far perdere la trebisonda con la stessa facilità con cui un eccessivo buon umore può falsare la decisione e rendere eccessivamente sicure, quasi incoscienti.

Sappi, quindi, che in qualsiasi condizione ti percepisca al momento, il tema dell’intelligenza emotiva riguarda anche te. Sul lavoro prendiamo decisioni in continuazione e, come dico spesso, anche non prendere decisioni è essa stessa una decisione!  Quindi che tu sia l’amministratore delegato o l’ultima ruota del carro, ti troverai a scegliere ogni giorno come vuoi stare, chi vuoi essere, cosa vuoi ottenere.

Goleman, nel 1995 portò avanti la sua tesi secondo la quale alcuni fattori come la consapevolezza di sé, la capacità di gestirsi e l’empatia determinano il successo professionale delle persone.

Ciò significa che, performance e benessere vanno di pari passo. Quindi se tu stai bene, se agisci comportamenti per te positivi e vivi correttamente le tue emozioni, le tue performance miglioreranno sicuramente e se ne accorgeranno tutti!

Ho affrontato il tema delle emozioni nella sfera professionale con i miei clienti così tante volte che nel 2019 ho deciso di approfondire la mia conoscenza e la mia competenza e sono diventata Assessor SEI in intelligenza emotiva con Six Seconds. Questo mio studio ha aperto mondi, a me in parte sconosciuti, aiutandomi a comprendermi più profondamente (sia dentro che nei miei output) e poi fornendomi preziosi strumenti per aiutare gli altri a lavorarci.

Ecco perché oggi posso dirti che dietro ognuna delle frasi che ti ho scritto sopra e che ti ronza in testa, c’è un’emozione che ha generato la tua reazione e ti ha condotto a certi risultati. Come se ci fosse un link emotivo che ti porta dritto verso un certo contenuto. Ma come ben sappiamo non tutti i link sono buoni, alcuni infettano il pc, altri portano su fake news. Allo stesso modo nelle emozioni ci sono dei link che innescano comportamenti disfunzionali. Hai mai pensato quali sono i tuoi link emotivi e dove ti conducono? Ti sei mai chiesta se ti piace il luogo nel quale ti portano? Hai mai desiderato poter cambiare destinazione e raggiungere i risultati sperati? Ad esempio: ti piacerebbe trovare la forza di rispondere alle provocazioni oppure scegliere di raccontare davvero il tuo punto di vista in riunione? Sarebbe bello entrare in relazione con quel collega antipatico (senza ucciderlo) o ottenere di andare in ferie quando ti piace senza litigare?

Ecco, l’intelligenza emotiva può esserti di grande aiuto. Ricorda però che non è una sostituta dell’intelligenza tradizionale e non rimpiazza le competenze tecniche specifiche che possediamo. Piuttosto aiuta a costruire le skills manageriali e gestionali, aiuta ad essere più efficaci, più performanti e più soddisfatti.

Tutto molto bello, Danila. Ma da dove parto per lavorare sulla mia intelligenza emotiva? Ti propongo un esercizio.

Nei prossimi 10 giorni fai caso alle tue emozioni. Tieni traccia di quelle che sperimenti durante la giornata e prova a identificarne almeno 10 (ma stai scherzando? Sono troppe!). Rabbia, ad esempio, non è uguale a fastidio, collera o furia. Così come gioia non è uguale a serenità, felicità o esaltazione. Facci caso e fai lo sforzo. Passati i 10 giorni, prova a sintetizzare le tue impressioni in una tabella, una immagine, un racconto, una foto, una frase, qualcosa che ti consenta di visualizzarle e toccarle con mano. Ti accorgerai che alcune sono giganti e ingombranti, altre hanno meno intensità. Tutte possono scatenare una forza propulsiva. Osservandole dal di fuori puoi iniziare una riflessione su ciò che provi e comprenderle in un modo un po’ meno banale e molto più sofisticato. Come se tu imparassi una nuova lingua che con il tempo parlerai perfettamente.

Questo è il primo passo. E come dice il saggio, anche il più lungo viaggio inizia sempre con un primo passo.

Io ti prometto che ti parlerò, ancora e ancora, di questa intelligenza che è fra le 10 competenze più richieste dal mercato individuate dal World Economic Forum per il 2020.

Vale la pena lavorarci, che dici?