L’inconsapevole competenza del fare

In un mondo caratterizzato da forte competitività all’interno del quale tante persone sanno fare ciò che sai fare anche tu e hanno spesso competenza simile alla tua, riuscire a definire gli aspetti significativi e principali di cui sei portatrice è di primaria importanza.

Infatti, acquisire consapevolezza delle tue competenze serve a trasmettere un’idea di te stessa e delle tue potenzialità, espresse e inespresse, in modo che chi ti ascolta (o ti legge) entri in sintonia con te e decida di approfondire diventando il tuo prossimo datore di lavoro, il tuo cliente migliore, il tuo nuovo socio.

Le tue competenze sono il tesoro che hai a disposizione per raggiungere la tua soddisfazione professionale. Conoscerle con precisione, saperle raccontare e saperle riprodurre, ti aiuta a trasferire da un contesto all’altro ciò che hai appreso nel corso degli anni oppure ti aiuta a migliorare internamente all’ambiente nel quale operi.

Ti sento, sai? Stai pensando che tu non hai competenze oppure che quelle che possiedi le hanno anche almeno un altro trilione di persone. Bene, tutto nella norma. Spesso è proprio questo senso di inefficacia e inutilità del proprio bagaglio a dare il via al cambiamento. E capita per una serie di motivi:

  1. Da troppo tempo fai le stesse cose e quindi hai finito per reputarle ovvie
  2. Qualcuno intorno a ti sta convincendo che non vali abbastanza
  3. Hai paura di guardare in faccia la realtà e capire che è giunto il momento di aggiornarsi
  4. Non sai bene cosa sia una competenza e cosa no

Se vuoi approfondire ne ho parlato anche qui

Ora, per fare un primo check partiamo da una domanda: hai chiaro cosa si intenda per competenza con esattezza?

Competenza è la combinazione di due parole latine cum (con) e petere (dirigersi direttamente verso una meta posta in direzione orizzontale o verticale) dunque il suo senso è “dirigersi insieme verso una meta”.  E quando si parla di “dirigersi insieme” ci si riferisce alle diverse abilità che con-corrono al dare corpo ad una professionalità specifica.

Quindi, abilità e competenze sono la stessa cosa? E le conoscenze sono anche esse competenze? Semplificando il discorso possiamo dire che una competenza è qualcosa di osservabile all’interno di un ambiente di lavoro. Non tutte le tue abilità e caratteristiche quindi saranno competenze. Diventeranno competenze solo quelle che si tradurranno in comportamento.

Infatti:

  • Le conoscenze indicano i tuoi saperi. Tutte le informazioni che hai a disposizione grazie all’apprendimento. Sono i fatti, i principi, le pratiche che ti sono state trasmesse dai tuoi studi, formali e informali. Quindi sia le conoscenze date dalla tua laurea in giurisprudenza che le conoscenze delle materie prime dei tuoi corsi di cucina professionale svolti per hobby.
  • Le abilità sono le tue capacità di applicare conoscenze e di usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. In generale, non necessariamente nel tuo attuale lavoro. Di solito si dividono in due grandi aree: le abilità cogni­tive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e le abilità pratiche (abilità manuale e uso di materiali e strumenti).

Nel momento in cui tu riesci a mixare le conoscenze e le abilità e le applichi ad uno specifico contesto stai generando una COMPETENZA. Tutto chiaro?

Ovviamente, c’è una interrelazione fra competenze e saperi. Le competenze per essere esercitate esigono che ci sia un corrispondente suo sapere. Ovvero… non ti puoi considerare un chirurgo competente se non hai studiato medicina.  Quel sapere è il presupposto della creazione dell’operatività della competenza. Non è vero il contrario. Il sapere, senza una competenza aggiuntiva non è sufficiente neanche a insegnare. Cioè, non basta studiare medicina per definirsi un medico competente. E su questo esempio ti verrà sicuramente in mente un medico che non era competente pur avendone il titolo.

Di fatto, una competenza per essere considerata tale si fonda su saperi e abilità e deve essere AGITA.

È proprio nell’azione che la competenza si perfeziona, in un flusso fra la persona e l’ambiente con il quale interagisce. Si scatena una sorta di adattamento e miglioramento reciproco tra professionista e ambiente. Si chiama esperienza.

Non sempre questo processo tra la persona e l’ambiente di lavoro è lineare e arricchente. Questo è il motivo per cui spesso le persone pensano di non avere competenze o finiscono per svilirle. Oppure scoprono di averne davvero solo quando cambiano ambiente (di lavoro).

Ricorda tuttavia che nell’interazione con la tua realtà lavorativa, nella creazione delle tue competenze attraverserai alcune fasi:

  1. Inconsapevole incompetenza: non so nemmeno di non sapere! Un bambino a dieci anni non sa guidare e non sa che cosa significhi. Quindi non se ne preoccupa (beata ignoranza si dice?)
  2. Consapevole incompetenza: scopro di non essere competente. A 18 anni mi iscrivo a scuola guida e scopro di non sapere nulla del funzionamento del misterioso processo. C’è da studiare e provare!
  3. Consapevole competenza: agisco un comportamento competente e controlli i passaggi per eseguirlo. Guido e pretendo che tutti stiano zitti perché devo riflettere (true story).
  4. Inconsapevole competenza: agisco automaticamente senza pensarci più. Guido, chiacchiero e canto contemporaneamente.

Capisco che c’è da incartarsi su queste parole ma il succo è: ciò che tu apprendi e agisci, nel tempo potrebbe diventare così automatico da farti dimenticare che sai farlo! Quindi lo sforzo sarà quello di tornare indietro nel processo dal punto 4 al punto 3 e da lì essere capaci di fare avanti e indietro all’occorrenza, in un continuo flusso!

Le persone che incontro, spesso, sono al punto 4 e sostengono di non avere competenze. Sarebbe utile ripercorrere la loro storia tornando a quando si percepivano al punto 1, osservare come gli anni, le esperienze e le persone le hanno portate al punto 4 senza quasi accorgersene e ripercorrere il processo inverso per dare finalmente luce al proprio percorso professionale.

Quindi, ora che le idee sono più chiare ti chiedo: in cosa sei maggiormente capace di AGIRE IN MANIERA ESPERTA, AUTOREVOLE ED EFFICACE? Quello sarà il cuore delle tue competenze.

Ci tengo a precisare che la conoscenza delle competenze necessarie, l’identificazione e la valutazione delle tue competenze attuali non sono ancora tutto ciò che ti serve per ottenere performance nel lavoro e sviluppo ulteriore delle competenze. Il cambiamento e lo sviluppo delle competenze deve essere voluto e auto diretto. Ecco perché qualsiasi percorso di bilancio di competenze non può prescindere da te.

Di solito il processo di cambiamento comincia quando senti una qualche discontinuità che provoca inquietudine ed un senso di urgenza che ti sollecitano a decidere chi sei e chi vuoi essere, e ti spingono a fare un percorso differente. La competenza maturata, infatti, da sola non basta e non ti porterà da nessuna parte senza il tuo permesso.

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