Ma chi me lo ha fatto fare? Storia di ordinari rientri in ufficio

Una recente indagine ha dimostrato che un terzo della popolazione (analizzata su campione) ha problemi di salute dopo il 6 gennaio. Gli esperti la chiamano la Christmas Blues ed è quella che ci piglia quando, finite le vacanze natalizie, dobbiamo rientrare in ufficio.

Sarà capitato anche a te, forse proprio con questo 2020, subito dopo Capodanno, di iniziare a sentire un po’ di fastidio all’idea di tornare alla solita routine. Questo malessere non è legato al non essere riusciti a staccare e riposarsi durante le vacanze, come spesso accade in estate. Anzi, è proprio la buona riuscita delle nostre vacanze che determina, in modo direttamente proporzionale, la fatica a ripartire.

Infatti, nella quotidianità si sviluppa l’inerzia dell’abitudine, quella che ci porta a fare tante cose in modo automatico, senza che siano veramente frutto di una scelta ma piuttosto attività operative che mandiamo in loop: corri di qua, corri di là, leggi la mail, rispondi alla mail, segna l’impegno, disdici l’impegno, cambia la data, incrocia le agende, prendi e porta, vai e vieni, apri e chiudi, così da creare un vortice e diventare una sequenza di eventi e impegni da mantenere faticosamente. Tale inerzia si abbatte quasi completamente durante il periodo di vacanza.

Il risultato è che subito al rientro dalle vacanze, quando questa routine deve ripartire, ti senti affaticata, triste, spaurita, ansiosa e la grande domanda che ti passa per la testa è MA PERCHÈ FACCIO TUTTO QUESTO? Occhio, è un periodo dell’anno in cui è normale chiedersi se vuoi veramente ciò che fai e che senso abbiano le tue azioni quotidiane. È normale domandarsi se esista un modo alternativo per gestire alcune faccende.

E pur essendo normale, comporta comunque un grado di criticità perché mettiamo in discussione non tanto le abitudini “buone” ma piuttosto quelle abitudini che sono il frutto di una vita frenetica nella quale inseguiamo aspettative e ritmi subendoli anziché scegliendoli e desiderandoli.

Se sei tra le persone che vivono di routine e non amano tanto cambiamenti e novità, probabilmente non sentirai tanto disagio a tornare ai vecchi ritmi. Anzi, forse la cosa ti rassicura e ti fa sentire meno sensi di colpa perché ti riporta in un binario dove riesci a mantenere a bada l’ansia, l’insicurezza e il tuo senso di responsabilità. In questo senso questo articolo non è ciò di cui hai bisogno.

Se invece sei un tantino disorganizzata, competitiva e ambiziosa sicuramente ne risentirai maggiormente perché per te tornare all’abitudine è come rinchiudersi nello sgabuzzino e morire di noia.

Quindi che fare? Ecco alcune strategie per accrescere la consapevolezza di ciò che stai vivendo e non lasciare che questo sia l’ennesimo anno fotocopia:

  1. Accetta l’idea

Invece di combattere l’emozione negativa che vivi, accoglila e ascolta il messaggio che ti sta dando. Perché comunque ti sta comunicando qualcosa di importante su chi sei. Guarda alla ripresa come ad un nuovo inizio. Perché è vero che torni al lavoro e alla routine, ma di fatto questa è la porta attraverso la quale entri nell’area delle infinite possibilità che il nuovo anno può donarti. Fra queste potrebbero esserci nuovi obiettivi professionali: un cambio di lavoro, di carriera, un corso di formazione, un aumento di stipendio o anche una migliore gestione del proprio tempo e dell’attività professionale. Insomma, tutte robe stra-belle per te! Quindi forse vale la pena accettare lo scotto di questa iniziale malinconia.

  • Ristruttura alcune abitudini

Cogli l’occasione per ristrutturare alcune abitudini, ripensare ad alcune modalità, scegliere strategie e direzioni magari leggermente diverse. Hai la fortuna di avere visto con chiarezza cosa ti sta infastidendo quindi potrebbe essere la giusta occasione per tornare a sentirsi più padrona del tuo tempo e della tua rotta (al di là degli obiettivi annuali che puoi esserti data). Perché sprecare l’occasione? Non è detto che tu abbia la stessa chiarezza fra un mese!

  • Sposta l’attenzione e amplia la cornice

Mentre fai questa piccola “ristrutturazione” su abitudini e obiettivi fai attenzione a non partire in quarta e ributtarti nel vortice. Piuttosto ritagliati qualche spazio per pensare prima di agire senza lanciarti a evadere mail, smontare casa tua o arrivare al fondo della lista delle tue faccende arretrate. Non fare l’errore di sentirti in ritardo perché l’emozione ti dice che devi correre: non tutte le cose che senti di dover fare sono poi così urgenti.

  • Snellisci l’agenda

Non riempire la tua agenda sovraccaricandoti di cose da fare, persone da vedere, progetti da concludere. Le persone sopravvalutano ciò che possono fare nel breve periodo (e spesso soccombono perché non riescono ad essere fedeli alle promesse che si fanno) e dimenticano che è sul lungo periodo che si producono cambiamenti significativi anche con piccoli passi ripetuti. Quindi definisci 1 o 2 azioni che da sole possono davvero fare la differenza nelle prossime settimane.

L’effetto rientro passa in poche settimane. Se arrivati a febbraio hai ancora questo profondo senso di inquietudine forse è il caso di intervenire con più precisione magari approfondendo le ragioni del tuo persistente malessere e gestendo le varie aree coinvolte.

Tu quanto hai patito il tuo rientro? Quali strategie hai utilizzato per gestirlo al meglio? Oppure non lo hai gestito affatto e ti senti già in affanno? Raccontamelo nei commenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *