Ma dove vai se il progetto professionale non ce l’hai?

Progetto professionale, come crearne uno

Nella ricerca del lavoro è fondamentale darsi degli obiettivi e creare il proprio progetto professionale. Potrà sembrare scontato eppure la maggior parte delle persone che incontro non ha definito un suo specifico progetto. Cerca lavoro (o vorrebbe cambiarlo), ha un buon cv, è iscritto a LinkedIn, magari ha pure fatto un primo bilancio di competenze ma non ha definito la sua direzione specifica e quindi si muove random.

Prendersi del tempo per definire i propri obiettivi e pianificare le azioni è il modo migliore per raggiungere ciò che desideri. Il percorso per costruire il tuo progetto professionale è fatto di pensieri e di azioni concrete da realizzare giorno per giorno con costanza, ottimismo e determinazione.

Certo, il progetto non è sempre lineare, anzi spesso sarà una sorta di perenne “lavoro in corso” perché possiamo immaginarlo come qualcosa di ciclico che si aggiornerà e modificherà man mano che i lavori andranno avanti. Capiterà, infatti, che portando avanti alcune specifiche azioni ti troverai a settare meglio il tuo progetto modificandolo per arrivare alla tua destinazione. È una caratteristica intrinseca che non deve allarmarti.

Non preoccuparti, quindi, se inizi il tuo progetto senza avere tutto chiaro in testa al 100%: la chiarezza crescerà man mano che sperimenterai il tuo progetto sul campo e sarà un prodotto del tuo percorso di pianificazione e non un prerequisito per partire. Questo te lo dico perché ci si blocca all’ingresso per due motivi:

  • Perché non si ha la chiarezza al 100% su tutti gli elementi e questo diventa alibi per non partire mai.
  • Perché definire un progetto significa lasciare fuori alcuni target e si ha paura di ridurre troppo il campo di azione. Così nel dubbio lo tengo talmente ampio da non riuscire ad analizzarlo.

Come fare un buon progetto professionale? Serve anzitutto chiarire con se stesse alcuni aspetti. Avere il coraggio di porsi una serie di domande ed essere pronte a prendere decisioni a riguardo. Questo significherà scartare alcune professioni anche se le abbiamo portate avanti per anni oppure finalmente smettere di raccontarsi storie sul perché dovremmo essere obbligate a fare un certo lavoro (Es. mio padre mi immaginava in una multinazionale americana e io devo fare quello!). Con un progetto professionale si entra in un vero e proprio work in progress nel quale devi essere pronta a definire la tua strategia. E ti posso assicurare che è una grande liberazione!

Il progetto professionale arriva alla fine del bilancio delle competenze, ovvero quando hai già fatto tutto il lavoro precedente definendo quale professione potresti ricoprire, in cosa sei brava e capace (in generale), quali siano i tuoi punti di forza e le tue motivazioni di vita ecc. A questo punto si tratta di trasformare in operatività tutte le tue riflessioni.

(ndr. Se pensi che ti manchi tutta la parte precedente, clicca qui)

Quindi il tuo progetto professionale si crea così:

  • Fai un esame di realtà rispetto a te stessa rispondendo alla domanda “Che cosa sono in grado di fare alla luce delle mie risorse personali e delle mie competenze?” Questo è il riassunto del bilancio delle competenze. Con molta lealtà definisci il tuo campo d’azione. Non importa che sia piccolo o grande. Siamo nell’era della specializzazione quindi non serve saper fare mille cose, ma serve fare molto molto bene quelle due che sai fare. Ad esempio: voglio fare la social media manager, la Executive Assistant oppure l’Impiegata amministrativa perché ho definito le mie caratteristiche e so di portare grande valore aggiunto perché come lo faccio io non lo fa nessuno (va beh.. non esageriamo ma spero tu abbia capito il senso!).

 

  • Fai un esame di realtà rispetto al contesto rispondendo alla domanda: “Ciò che mi propongo è possibile rispetto al contesto in cui io sto cercando di muovermi?” In pratica chiediti se sia possibile ricoprire quel ruolo nel contesto in cui ti trovi. Se vuoi fare l’astronauta e vivi a Cagliari (mia adorata!) forse è giusto valutare uno spostamento. Oppure se vuoi lavorare nella moda e intorno a te ci sono solo aziende metalmeccaniche, forse devi trasferirti oppure cambiare il settore e quindi rivalutare il progetto. Bisogna essere estremamente sincere per evitare di seguire delle chimere. Meglio rimettere tutto in discussione che restare eternamente insoddisfatte.

 

  • Fai un esame delle tue motivazioni al lavoro rispondendo alla domanda: “Cosa mi motiva davvero ad andare in ufficio ogni santa mattina?” Definisci quindi i tuoi valori professionali come ad esempio lo stipendio, lavorare in una grande azienda, il clima aziendale, la crescita, la formazione ecc. Immagina la tua quotidianità in azienda e definisci cosa ameresti avere intorno. Questo aspetto è molto importante perché se definisci cosa cerchi veramente in un’azienda sarai capace di rilevare i segni della presenza di quei fattori quando farai le tue ricerche e quando sosterrai i colloqui. Ad esempio, se hai in mente di crescere dovrai valutare quale azienda ti possa garantire un percorso simile. Oppure se ti piace avere un buon clima collaborativo e poco competitivo dovrai valutare in qualche modo se certi aspetti sono presenti nell’azienda in cui stai per andare.

 

  • Definisci i tempi rispondendo alla domanda: “Quali tempi mi do?” Il progetto non è fisso e i tempi potrebbero dilatarsi o variare, ma se non li definisci non avrai alcun controllo sulla bontà delle tue azioni. Non ci si da un tempo per mettere ansia! Fai in modo che sia un tempo ragionevole e che si sposi con il resto della tua quotidianità. Inutile dichiararsi disponibili a dedicare tre ore alla ricerca quando siamo impegnati fino alle dieci di sera! Definisci il tempo da dedicare e le azioni che potrai mettere in atto in quel tempo (mandare due cv a settimana mirati, fare una telefonata di sviluppo network, partecipare ad un evento al mese, ecc.). Dopo di che, passato quel termine, controlla se lo hai rispettato e se così non fosse valuta azioni di miglioramento, ad esempio ridefinendolo.

 

  • Stabilisci in concreto di cosa hai bisogno per realizzare il progetto rispondendo alla domanda: “Di quali risorse necessito?” Possono essere risorse di tempo, di formazione (magari hai bisogno di un aggiornamento), economiche (ti servono dei soldi), di strumenti specifici (un pc che funzioni oppure un programma particolare che devi acquistare), di relazioni che ti mancano. Definisci i tuoi strumenti e valuta se ci sono dei limiti alla realizzazione del progetto. Ad esempio ho bisogno di soldi che non ho. In questo caso devo aggirare l’ostacolo o rivedere tutto.

So cosa stai pensando: ma così riduco di tanto il mio raggio d’azione! Sì, è vero. Un buon progetto professionale riduce. Altrimenti siamo sempre lì a sparare cv a caso sperando nella quantità di beccare qualcuno che faccia per noi. Io invece ti propongo LA STRATEGIA nel quale tu individui un target ben preciso e miri a quello! Solo così potrai costruire un futuro professionale certo.

Quindi riassumendo e schematizzando, il tuo progetto dovrà avere questi capitoli:

  1. Titolo del progetto
  2. Definizione degli ambiti e i contenuti (quale area, quale settore)
  3. Destinatari del progetto (quali tipologie di aziende)
  4. Tempi di avvio
  5. Risorse esterne necessarie (economiche, formative, relazionali)
  6. Risorse interne necessarie (competenze, conoscenze, caratteristiche personali)
  7. Possibili ostacoli e relative proposte di soluzione

Cosa ne pensi? Hai già formulato il tuo progetto? Se hai difficoltà possiamo rivederlo insieme in una sessione dedicata! Come dice Confucio “ll successo dipende dalla preparazione precedente, e senza una tale preparazione c’è sicuramente il fallimento” E lo dico per incoraggiarti, eh! Tutti possiamo prepararci.