AUTENTICITÀ VS. SINCERITÀ: QUALE SCEGLIERE IN UFFICIO?

Autenticità e sincerità sono due elementi fondamentali sia nella ricerca del lavoro sia nella costruzione delle relazioni professionali in ufficio. Ho parlato di autenticità nella ricerca del lavoro qui e oggi vorrei fare insieme a te una riflessione riguardo l’autenticità nel tuo quotidiano lavorativo.

Quanto sei autentica? E cosa significa esser veramente autentici? Quanto sono autentiche o sincere le persone intorno a te? E questo è un pregio o un difetto? Ultimamente pare essere un tema molto caro a tante persone che seguo on line. Si parla tanto di “quanto” condividere la propria vita e del proprio lavoro, in quali termini. È giusto mostrare le proprie debolezze sul lavoro? È corretto dire sempre ciò che si pensa? Quanto ti piace quel collega “bomba ad orologeria” che da un momento all’altro ti sputa addosso le sue verità?

Ritengo anzitutto che non si debba confondere sincerità a tutti i costi con autenticità. Si può essere autentici senza dire sempre la verità (e nient’altro che la verità Vostro Onore!). Essere autentici non significa, a mio parere, dire sempre tutto ciò che ci passa per la mente decidendo di raccontare ogni dettaglio dell’esistenza e facendo passare per schiettezza anche modi un po’ pesanti.

Non posso infischiarmene di ferire gli altri o mancare di rispetto motivando il fatto che “io sono fatta così, io sono autentica!”. Certo, capita nella vita che si voglia “interrompere uno schema” per cui decido volutamente di avere una comunicazione graffiante. Ma non posso pensare di fare di quella comunicazione uno stile di vita. A meno che non abbia intenzione di inimicarmi tutto l’ufficio!

Relazionarsi con gli altri colleghi significa imparare a mostrare la propria autenticità, piuttosto che essere semplicemente sinceri! Ciò significa che posso essere autentica anche decidendo di omettere alcuni pensieri nell’immediato. Magari perché parlando subito potrei sbottare malamente e quindi scelgo di rifletterci su per rielaborare in un secondo momento. Decido di tornare sull’argomento e questo mi consentirà di non ferire le persone e di far valere i miei bisogni.

Mirare ad un modello di sincerità assoluta, o pretenderlo dagli altri sarebbe molto pericoloso. Infatti non è possibile essere sinceri sempre e comunque su tutto e con tutti allo stesso modo. E forse nemmeno lo vuoi e stai inseguendo una chimera.

Sul lavoro è necessario trovare la propria misura, il proprio personale equilibrio. Non è un bene diventare aggressivi in nome di una estrema sincerità, ma è poco funzionale anche “fare finta di”, ossia mettere da parte tutti i propri bisogni e fingere che vada tutto bene. Se hai dei colleghi pesanti non è autentico decidere di accettare qualsiasi trattamento ti propinino e fingere di stare bene. Ma non lo è nemmeno trasformarti ad ogni occasione in Attila il flagello di Dio. Concordi?

Dovremmo lavorare per acquisire un modello “sano” di autenticità: decidere consapevolmente a chi dire tutto senza filtri, con chi condividere con più delicatezza rispettando l’altro, chi decidere di evitare senza alcun rimpianto e senza sentirsi in colpa. Imparare che essere autentici significa anche non piacere a tutti e accettarlo.

Costruire relazioni autentiche in ufficio è ciò che di più bello ci si può augurare. Perché significherà lavorare bene e lavorare meglio. Significherà sentirsi a proprio agio nei propri panni e aiutare gli altri a stare bene nei propri senza che nessuno cambi nessuno, senza che le aspettative dell’uno o dell’altro inficino la relazione stessa. Non serve essere perfetti. Serve riscoprire la propria autenticità che si fonda su una profonda consapevolezza di sé. L’autenticità si può ritrovare e coltivare. Con un buon coach puoi andare alla ricerca del tuo equilibrio professionale.

Puoi anche provare il fai da te per capire quanto sei autentica paragonando il tuo comportamento a quello delle persone estremamente genuine. Prendi in considerazione le caratteristiche principali delle persone autentiche e verifica se ci rientri anche tu. A mio parere queste sono alcune delle caratteristiche che hanno le persone veramente autentiche:

  • Non sono interessate a piacere agli altri per forza, ma sono circondate da persone che le stimano. Sanno chi sono. Sanno che piaceranno ad alcuni, ma non ad altri, e a loro sta bene così. Non si tratta d’indifferenza verso la considerazione altrui: semplicemente non lasciano che questo aspetto impedisca loro di fare la cosa giusta.
  • Sono aperte mentalmente e questo le rende disponibili ed interessanti agli occhi degli altri. Nessuno desidera avere una conversazione con una persona che si è già formata un’opinione e non è disposta ad ascoltare. Sono l’esatto contrario delle persone che ti sputano addosso le loro sentenze dicendo: “sono fatta così!”
  • Sono consapevoli di sé tanto da non vedere affronti inesistenti. Se qualcuno critica una loro idea, non lo prendono come un attacco personale. Quindi se il collega dice che la loro proposta non è interessante, non pensano subito di essere odiate, ma piuttosto chiedono maggiori dettagli e cercano di capire di più. E sono capaci di dire che non condividono il feedback senza entrare in paranoia.
  • Sono generose. Sicuramente anche tu avrai lavorato con persone che sono molto attente a non trasmetterti troppe loro conoscenze/competenze. Si comportano come se avessero paura di essere eclissati e temono persino di fare i passaggi di consegne. Le persone autentiche, invece, sono sempre generose perché non sentono di dover essere ciò che vogliono gli altri e coltivano la loro unicità.
  • Trattano chiunque con rispetto. Sia che parlino con l’amministratore delegato che con il concierge, rispettano la dignità di chiunque e non credono di collocarsi più in alto di altri nella scala sociale. Questo le rende subito affascinanti e carismatiche.
  • Sanno guardare il mondo con gli occhi degli altri rimanendo centrati. Non significa che bisogna credere alle stesse cose o perdonare ogni atteggiamento (ed infatti non lo fanno): significa semplicemente sospendere il giudizio abbastanza a lungo da capire cosa fa funzionare gli altri. Solo allora si può lasciare che si comportino per ciò che sono senza sentirsene offesi.
  • Sono coraggiose e stanno con i piedi per terra. Non credono di sapere tutto (e questo non li turba) e approcciano il mondo con la giusta dose di umiltà pur difendendo sempre ciò in cui credono.
  • Non si vantano. Tutti noi abbiamo avuto quel collega che non smette mai di parlare di se stesso e dei suoi risultati. Vi siete mai chiesti perché? Si vantano perché sono insicuri e preoccupati del fatto che, se non mettono in mostra i successi ottenuti, nessuno li noterà. Le persone autentiche non hanno bisogno di vantarsi e passano all’azione senza stare a blaterare.
  • Sanno chiedere scusa. Non hanno paura di ammettere i propri errori perché consapevoli della loro vulnerabilità e del bisogno di ripartire dagli errori stessi per costruire un clima più sereno e funzionale con i colleghi.

Cosa aggiungeresti a questa lista? Pensaci e se ti va raccontami! E soprattutto: ti senti autentica? Ti circondi di persone autentiche? Io ti lascio con un pensiero di Janet Louise Stephenson che dice

“L’autenticità richiede una certa dose di vulnerabilità, trasparenza ed integrità”

Quindi non si tratta solo di sputare tutto ciò che abbiamo dentro in nome della nostra sincerità ma imparare ad essere vulnerabili (quindi non perfetti e sempre in evoluzione), trasparenti quanto basta da non spaventare gli altri con il nostro lato oscuro e integri perché consapevoli del nostro valore e delle nostre idee. Tu che dici?