Se vuoi essere apprezzata impara a dire no

Ci sono diversi studi che affermano che sia più facile rispondere con un  a una richiesta che ci viene posta perché dire no mette a disagio e fa emergere in noi emozioni negative, come il senso di colpa, la vergogna, la paura.

Questa sensazione è ancora più evidente nelle comunicazioni faccia a faccia. Secondo la nostra impostazione mentale “dire sì” è indice di generosità e bontà d’animo, mentre “dire no” è sinonimo di egoismo e cattiveria.

Pensa alla tua quotidianità in ufficio: ti è mai capitato di aver accettato un compito nonostante fossi oberata o anche un ruolo per non deludere qualcuno? Ti è capitato di tralasciare i tuoi compiti per assecondare il tuo datore di lavoro, finendo per uscire dall’ufficio alle nove di sera? Alzi la mano chi si è trovata almeno una volta in questa situazione! Tutte, presumo.

Il punto è la frequenza con la quale ciò ti capita. Se lo fai di tanto in tanto e in nome di buoni rapporti o comunque su aspetti che per te sono sorvolabili, allora puoi stare tranquilla. Rientra nella normale contrattazione che avviene quotidianamente in ufficio. Ma se ti trovi sempre più spesso a dover rinunciare puntualmente ai tuoi bisogni e desideri per la paura di dire no, potrebbe diventare un problema.

Se ti senti costretta ad accettare i vincoli imposti dagli altri e trascurare i tuoi impegni personali è giunto il momento di lavorare sulla tua assertività. Dire sempre “sì” al capo, al partner, agli amici o ai familiari in alcune circostanze può rivelarsi una prassi controproducente, che rischia di farti perdere di vista i tuoi bisogni/desideri, portandoti ad una insoddisfazione e, nei casi più acuti, ad una vera infelicità!

Perché diciamo sì quando vorremmo gridare un sonoro no? Le ragioni possono essere tante, ma il più delle volte possiamo ricondurle a macro-categorie:

  • Perché non vogliamo essere maleducate
  • Perché temiamo i conflitti
  • Perché vogliamo essere apprezzate dagli altri
  • Perché abbiamo paura di perdere un’opportunità
  • Perché non vogliamo rovinare i rapporti e tagliare i ponti

 

Qual è la tua? In cosa fai più fatica? Di cosa hai paura quando dici sì e non vorresti?

Purtroppo il rischio è che la tua generosità venga fraintesa. Chi ti sta intorno si aspetterà da te sempre quella risposta e darà per scontato la tua totale disponibilità in ogni occasione. Quello che è di per sé un pregio (essere generosi e disponibili) se non educato diventa un difetto. In questa generosità estrema dimentichi che il tuo punto di vista è importante quanto quello degli altri ed è utile per il tuo benessere imparare a valorizzare ad esprimere ciò che pensi senza timore (pur sempre con rispetto).

Imparare una comunicazione assertiva ti sarà di grande aiuto poiché permette di costruire relazioni sane ed esprimere al meglio se stessi, senza prevaricare gli altri o essere prevaricati.

Infatti, dietro la tua disponibilità che ti sembra una bellissima qualità (e di fatto lo è!) si nasconde la trascuratezza e la mancanza di disponibilità per l’unica persona che veramente conta: te stessa! E gli altri, come avrai ben notato, non ti riconoscono maggiore valore perché dici sempre sì. Accade proprio al contrario: è considerata persona stimabile e competente quella che sa tracciare confini fra le proprie esigenze e quelle del mondo che la circonda esprimendo un suo parere coerente con ciò che pensa.

Come si può diventare più assertivi? Anzitutto partiamo da un dato di fatto: pochi ci nascono! La maggior parte di noi lo ha imparato. Quindi, la bella notizia è che si tratta di un’abilità che si può apprendere.

Come possiamo approcciare questa fantomatica assertività?

  1. Analizza la tua situazione attuale e definisci i tuoi confini: Quali sono i tuoi bisogni? Cosa sei disposta a fare e cosa no? Su quali aspetti della tua quotidianità è giunta l’ora di inserire dei paletti e su cosa ti senti di poter ancora soprassedere? Se non li conosci come fai a farli rispettare?
  2. Spiega le tue motivazioni con tranquillità spiegando in poche parole perché stai dicendo no a quella richiesta. Esempio: mi spiace ma non posso prendere in carico questo lavoro perché ho già una lunga lista di priorità e non riuscirei a portarlo a termine. All’inizio farai fatica perché ti sentirai ingrata e maleducata. Ma poi potrai osservare e vedere che la maggior parte dei tuoi timori si sono rivelati infondati. Insomma, non è accaduto nulla di irreparabile anzi… ci sarà intorno a te un clima di maggiore rispetto.
  3. Non dire bugie come ad esempio “non posso prendere in carico questo lavoro perché mia nonna è molto malata e ha bisogno di me!” E da lì parti e parli per mezz’ora. Saresti percepita come poco onesta e poco convincente.
  4. Proponi alternative. Prova ad individuare un giusto compromesso per entrambi. Avere una alternativa sarà apprezzato e farà capire che il tuo interesse non è seminare zizzania o porsi di traverso, ma è motivato e comunque orientato a trovare soluzioni.

Ti sembra già troppo complesso? Prova la versione light:

  • Per un mese una volta alla settimana, rispondi ad una richiesta da parte degli altri in una maniera standard: “Scusa, vorrei tanto, ma non posso”. Scegli azioni a cui tu possa rispondere senza dare troppe spiegazioni (ad esempio il caffè con l’odiato collega). Mettiti alla prova con problemi semplici così se non dovessi riuscire subito non ti cruccerai. E cerca situazioni dove forse non è nemmeno colpa tua (non posso venire al caffè perché il capo mi ha mollato un lavoro abominevole).
  • Quando ti sentirai perfettamente in grado di utilizzare questo tipo di risposta potrai passare alla fase successiva: “Scusa, potrei farlo, ma in questo momento ho cose più importanti di cui occuparmi”. Stai iniziando a esternare le tue motivazioni mantenendo comunque al centro il desiderio di non ferire l’altro o non creare conflitti.
  • Infine, passa alla versione PRO di te stessa: dirai di no e sai già che agli altri non piacerà affatto anche se lo motivi, ma ormai sei sicura dei tuoi confini e dei tuoi bisogni. E’ giunto il momento di utilizzare una terza e definitiva modalità di reazione: “Potrei aiutarti, ma non mi va” a cui poi farai seguire ciò che ritieni opportuno raccontare, se lo vorrai. Finalmente al centro ci sei tu! Non significherà prevaricare gli altri ma imparare a volere bene alla persona più importante che conosci.

Ci proviamo? Un passo alla volta potresti già vedere grandi cambiamenti prima di partire per le vacanze estive! Provare per credere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *