Calo di autostima: e se fosse colpa degli amici sbagliati?

Ultimamente sui Social gira una frase che recita pressappoco così:

Prima di diagnosticarti una depressione o un calo di autostima valuta che tu non sia circondata da str**zi

Amen. Mi fa pensare a tutte le volte che le mie clienti mi raccontano storie di questo tenore:

  • Vorrei lanciarmi in questo progetto ma mi dicono che sono troppo vecchia e che dovrei accontentarmi di ciò che ho.
  • Sarebbe bellissimo, ma ho due figli e mi dicono che è impossibile per una mamma conciliare famiglia e progetti del genere.
  • Sono appena tornata dall’America e la mia amica mi dice che non riuscirò più ad adattarmi all’Italia.
  • Il mio compagno non trova utile che io faccia formazione. Dice che non posso cambiare.

E penso che tante di noi possano aggiungere il loro personale esempio. Un esempio che racconta di un’etichetta che ci viene attaccata sulle spalle e di cui apparentemente ci dimentichiamo (proprio perché non la vediamo con i nostri occhi). Essa, tuttavia, continua a determinarci.

Il tema dell’autostima è un tema complesso e ha mille risvolti. Uno di questi è comprendere l’aderenza alla realtà di ciò che ci viene mosso contro. Conoscersi e saper discernere ciò che è reale da ciò che è una proiezione di altri.

Chi ci circonda spesso influisce pesantemente sulla percezione che abbiamo di noi stessi. Messaggi continui, talvolta fuorvianti ci spingono a credere di ESSERE DAVVERO ciò che ci viene segnalato con tanto spirito critico. La nostra immagine è così definita da qualcosa (o qualcuno) di esterno a noi. E ci fa perdere aderenza alla realtà.

Qual è la conseguenza? Spesso finiamo per dare a noi stesse la colpa di ciò che accade: ci raccontiamo che non siamo all’altezza e che quindi forse aveva ragione “la Luisa”.

E se “la Luisa” si sbagliasse? Hai preso in considerazione l’idea che forse non sei sbagliata tu ma hai intorno le persone sbagliate? Potrebbe essere che il tuo gruppo di pari non corrisponda più alle tue attuali esigenze?

Potrebbe essere. Eccome! E quanto è importante nella vita valutare questo aspetto.

Quando vogliamo corrispondere ad un canone altrui finiamo per sentirci più fragili di ciò che siamo in realtà. Ti faccio un esempio personale. Sono cresciuta in un ambiente “maschilista” nel quale era necessario dover essere forte e valorosa e poco avvezza alla leggerezza. Ho aspettato tanti anni prima di lasciarmi andare e capire che la mia vita poteva essere fatta anche di una sana dose di frivolezza, senza per questo sentirmi una sciocca o poco adeguata al contesto. Anzi, la leggerezza ha dato maggiore spessore alla mia personalità.

Non voglio definire ciò che è giusto o sbagliato. Non voglio fare la parte dell’ennesima che ti dice cosa fare. Quello lo sai solo tu! Ma se penso a tutte le donne che incontro e che credono di non valere abbastanza solo perché circondate da personaggi discutibili, sento l’urgenza di comunicare che è un tuo diritto sentirti a proprio agio nei tuoi panni, senza provare quella orribile sensazione di essere fuori posto.

Sto dicendo che i tuoi sogni sono solo TUOI. Che sei tu a dire se vale la pena, se puoi farcela, come vuoi realizzarli, chi vuoi essere, cosa ti serve e cosa ti manca. Sei tu che decidi anche di abbandonarli se necessario. Sei tu il tuo centro.

Anche perché, diciamoci la verità, siamo poi così sicuri che gli altri sappiano sempre ciò che è bene per noi? Spesso a parlare sono proprio le loro paure. Se tu a 50 anni decidi di intraprendere una nuova carriera o seguire un sogno che hai tenuto nel cassetto, chi ti sta intorno potrebbe cercare di dissuaderti per due motivi:

  • Ha paura che tu soffra
  • Ha paura che se cambi tu devo cambiare anche Lui/Lei (in altre parole diventi scomoda)

È ora di iniziare a guardare gli altri considerandoli alla nostra stessa altezza. Se ti fermi ad osservare coloro che in questo momento stanno cercando di frenarti, noterai subito che non hanno vite perfette e non sono più o meno capaci di te. Sono in cammino, proprio come te.

Il mondo è pieno di logorroici, primi della classe, lamentosi e criticoni. E spesso vengono a dire a te che non ce la farai mai. Spengono il tuo sogno per non dover prendere in considerazione i loro.

Quindi, siamo destinati alla solitudine? Certo che no! Siamo destinati a circondarci di persone che siano all’altezza dei nostri standard. Persone che ci incoraggino e supportino anziché affondarci. Gestire in modo funzionale alla propria vita le relazioni tra pari è il primo passo per raggiungere ciò che desideri e costruire in modo efficace la tua autostima.

Chiediti: io chi voglio intorno a me? Chi è importante che ci sia? È una scelta che potrebbe essere dolorosa, potrebbe spingerti a tagliare i rami secchi, a prendere decisioni controcorrente. Ma è solo rispondendo con serietà a questa domanda che saprai scegliere relazioni e affetti finalmente costruttivi.

Perché tu non sei sbagliata. E hai tutto il diritto di essere ciò che sei e che vuoi.

4 responses to “Calo di autostima: e se fosse colpa degli amici sbagliati?

  1. Laura

    Che bello questo post, io ho preso alla lettera il consiglio di eliminare i rami secchi: negli ultimi anni ne avevo talmente tanti intorno che ho praticamente fatto piazza pulita di tutto. Il problema è che ora, ricostruire tutto da zero, soprattutto le amicizie, mi viene abbastanza difficile. Certo, sono fiduciosa che col tempo accadrà ma devo riconquistare fiducia in me stessa e negli altri. Grazie per i tuoi suggerimenti! Laura

    1. Danila Saba Autore

      Cara Laura, anche io ho tagliato diversi rami secchi nel corso degli anni. Questo ha consentito al resto dell’Albero di tornare a crescere e porre nuovi germogli. Hai ragione, non è facile rifarsi degli amici. Ma è possibile. Frequenta ambienti nuovi, magari qualche corso che riprenda una tua passione (non so.. può essere un corso di cucito o di fotografia), vai ai convegni su argomenti a te cari, iscriviti in palestra… Insomma, prova a individuare dei luoghi dove potrebbero esserci persone simili a te, che condividono i tuoi valori. Anche i social in questi possono aiutarti. Io ho trasformato in amicizie incontri avvenuti in rete magari all’interno di un gruppo che riguardava i miei interessi (nel mio caso ad esempio l’Agendite di cui sono affetta!). Grazie per il tuo contributo così sincero!

  2. Mary

    Ciao Danila grazie per questo tuo post davvero bello, vero e sacrosanto ma vorrei porti una domanda: se i rami secchi si trovano nell’ambiente di lavoro? Come fare a difendersi … io ho delle discussioni ma non risolvo mai niente anche perché il lavoro mi è necessario e non posso “alzare i tacchi” tanto facilmente. Grazie. 🙂

    1. Danila Saba Autore

      Ciao Mary, sul lavoro anzitutto non si tratta di amici (non sempre almeno) e quindi siamo su un altro pianeta. Come dici tu, non mi posso certo licenziare così di sana pianta! Certo, risponderti senza conoscere i dettagli è complesso. Mi viene da dire che bisognerebbe approfondire il motivo della discussione per capire se è un problema di comunicazione incompleta oppure se proprio non si può fare nulla. E se proprio non si cava un ragno dal buco forse è giunto il momento di autorizzarsi a desiderare altro. Il che non significa licenziarsi di punto in bianco ma semplicemente autorizzarsi a credere che qualcosa può cambiare. Lasciare spazio al desiderio e non solo al bisogno. Nel tempo quel desiderio ci indicherà la strada…

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